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Schede delle opere presenti nel Museo Canova

Approfondisci le informazioni sulle opere presenti all’interno del Museo Canova.

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Ercole e Lica

Il gruppo scultoreo di Ercole e Lica fu commissionato nel 1795 dal principe aragonese Onorato Gaetani che però dovette rinunciare all’opera per le sue avverse fortune politiche. Fu la prima delle statue colossali eseguite dall’artista e oggi occupa con grande stile la parete di fondo della Gipsoteca. Come in altre opere anche qui l’artista si è ispirato al mito narrato da Ovidio ne “Le Metamorfosi” XII. Ercole, eroe vittorioso si scontrò con il centauro Nesso uccidendolo, un essere che aveva tentato di rapire la sua bellissima moglie Deianira. Il centauro per vendicarsi prima di morire, consigliò alla donna di inzuppare con il suo sangue una veste e farla indossare al marito per porre fine ai suoi tradimenti. Un giorno Deianira scoperto un nuovo tradimento di Ercole e travolta dalla gelosia inviò Lica, il messaggero di casa, a portare al marito la veste avvelenata. Ercole inconscio indossò la veste e si sentì bruciare il petto, furioso si scagliò contro l’esile Lica, attribuendogli la colpa.

Colpisce il confronto tra l’imponente corpo massiccio di Ercole e l’esile messaggero, i due corpi formano una mezzaluna che inizia dal gomito di Ercole e termine sulle mani di Lica che si aggrappa invano al suono. L’ opera mette in risalto un’intensa drammaticità e forza, dai capelli di Lica stretti nel pugno di Ercole ai suoi muscoli in tensione, la resa anatomica di Canova anche qui non passa inosservata. Da notare è l’espressività di Lica, disperato, impaurito con la bocca aperta e gli occhi sbarrati.

Il colosso fu interrotto e ripreso più volte e fu lasciato in uno stato di abbandono in seguito alle dure vicende politiche che coinvolsero Napoli con l’arrivo dei francesi. Fu acquistata dal noto banchiere romano Giovanni Torlonia nel 1800. Al tempo della sua prima esposizione Ercole e Lica riscosse successo ma poi venne giudicata dalla critica come un’opera troppo accademica e classica priva di partecipazione emotiva. L’opera fu trovata dai francesi a Roma durante la loro occupazione nel 1798 e la interpretarono come un’esaltazione della Rivoluzione Francese (Ercole) che scaccia la monarchia (Lica).

marmo -Museo Nazionale d’arte moderna- Roma

1795-1815, gesso, 335x220x130

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